barriera emato encefalica e CBD

Il CBD aiuta i farmaci ad arrivare al cervello

Il cannabidiolo migliora il passaggio delle nanocapsule lipidiche (contenenti i farmaci) attraverso la barriera emato-encefalica, sia in “vitro” che in “vivo”

Le malattie che colpiscono il sistema nervoso centrale (SNC) devono essere considerate come una delle principali sfide per la salute a causa dell’attuale mancanza di trattamenti efficaci. L’ostacolo è la barriera emato-encefalica che impedisce il rilascio di farmaci cerebrali.

La barriera emato-encefalica (BBB Blood Brain Barrier) ci protegge dalle sostanze dannose che potrebbero passare dal sangue al cervello. Solo ad alcune molecole è permesso di passare attraverso questo filtro. E’ qui che entra in gioco il CBD, che può attraversare la barriera, legandosi ai nostri recettori.

In questo momento storico, la ricerca scientifica è orientata al targeting attivo delle nanomedicine nel sistema nervoso centrale. Questo vuol dire che i ricercatori stanno cercando di far arrivare direttamente i farmaci dove serve, attraverso delle nano-medicine, queste sfruttando l’alta ingegneria delle nanotecnologie, trasformano le sostanze in composti attivi capaci di agire all’interno del nostro corpo in maniera intelligente: solo dove serve.

Nello studio realizzato da due Università (una spagnola e una inglese) e pubblicato il 13 marzo 2019 sulla rivista scientifica Molecular Pharmaceutics, si prende in esame lo sviluppo di nanocapsule lipidiche (LNC) arricchite esternamente con cannabinoidi non psicotropici (CBD), e la valutazione della loro capacità di targeting cerebrale (arrivare al cervello) sia in vitro che in vivo.

Sia gli esperimenti di permeabilità in vitro, che gli esperimenti di nei topi, hanno dimostrato in modo consistente che la massima capacità di targeting cerebrale è stata raggiunta con gli LNC di dimensioni più piccole decorate con cannabinoidi.

I risultati dello studio illustrati

È importante sottolineare che il miglioramento del targeting cerebrale ottenuto con la coniugazione di cannabidiolo e LNC, ha superato di 6 volte l’aumento osservato per la “G-Technology” (la principale tecnologia odierna, già entrata in studi clinici per il trattamento delle malattie del sistema nervoso centrale).

Poiché l’efficienza del trasporto attraverso la barriera emato-encefalica determina certamente l’efficacia dei trattamenti per i disturbi del cervello, i piccoli LNC decorati con cannabinoidi (CBD) rappresentano una grande opportunità per la progettazione e lo sviluppo di nuove terapie, per le malattie del sistema nervoso centrale.

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