OMS cannabis no droga

OMS pone fine al probizionismo?!

L’organizzazione Mondiale della Sanità pone una pietra miliare che sembra poter porre fine al proibizionismo degli ultimi 50 anni.

Perla prima volta viene aggiornato lo status giuridico della cannabis nella da quando è presente nella Convenzione unica degli stupefacenti.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organizzation) ha valutato positivamente tutte le evidenze disponibili e sta riconoscendo chiaramente le applicazioni mediche di cannabis e cannabinoidi, reintegrandoli nella farmacopea, e di fatto cancellando la posizione dell’OMS mantenuta dal 1954 secondo cui: “dovrebbero esserci sforzi verso l’abolizione della cannabis da tutte le pratiche mediche legittime”.

Questo cambiamento sembra essere l’inizio di una vera e propria rivoluzione globale in ambito normativo per la cannabis ed una presa di coscienza delle evidenze scientifiche rispetto alle posizioni della politica. Prima o dopo i governi dovranno recepire questa decisione e cambiare le legislazioni nazionali.

In particolare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiede

  • la rimozione della marijuana e della resina di cannabis dall’elenco IV, la categoria più restrittiva di una convenzione sulla droga del 1961, firmata da paesi di tutto il mondo.
  • Che il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e i suoi isomeri siano completamente rimossi da un trattato di droga del 1971 separato e aggiunti alla Tabella I della convenzione del 1961
  • Che il CBD non venga incluso nelle convenzioni internazionali
  • Che estratti di cannabis e tinture dovrebbero essere rimossi dalla Tabella I della Convenzione unica sugli stupefacenti e i composti farmaceutici contenenti THC dovrebbero essere inseriti nell’Allegato III di quella convenzione.

Le raccomandazioni, se adottate tutte, rappresenterebbero un riconoscimento formale del fatto che gli organismi di governo del mondo si siano effettivamente sbagliati per quasi mezzo secolo sui danni e sui benefici terapeutici della marijuana.

Se anche l’ONU, i cui paesi adesso devono necessariamente recepire queste raccomandazioni, si muovesse a breve in tal senso, questo potrebbe incoraggiare velocemente altre nazioni a ridimensionare o abrogare le loro leggi proibizionistiche anche per uso non medico.

Tratto liberamente da Aduc

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